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I miei contorti pensieri
Questa me la voglio dedicare!
martedì, 06 maggio 2008
Via delle storie infinite
Ricordi, ricordi
te lo dico due volte
così non scordi
quante volte ci siamo lasciati
per non perderci mai...
Ricordi,ricordi
ci bastava restare in silenzio
io cercavo gli accordi
e tu dipingevi
le note di blu...
Abiti ancora
in via delle storie infinite?
In quella terrazza con vista sui tetti dei tuoi desideri
All'ultimo piano che suoni soltanto quando resti da sola
Si affaccia a guardarti il tramonto quando esci la sera
e ti si vede annaffiare con cura gli amori di ieri.
Sei sempre la stessa
che riusciva a tenere un segreto
come un fiore nascosto in un libro...
tu a che pagina sei?
Hai sete ancora
di quei pomeriggi sospesi
in quella terrazza con vista su Roma e sui miei desideri...
Hai sempre in soffitta
quel quadro che invecchia?
E tu resti com'eri
Si affaccia a guardarti il tramonto quando esci la sera
e ti si vede annaffiare con cura gli amori di ieri
Abiti ancora
in via delle storie infinite?
In quella terrazza con vista sui tetti dei tuoi desideri
Hai sempre in soffitta
quel quadro che invecchia?
E tu resti com'eri
Si affaccia a guardarti il tramonto quando esci la sera
e ripassi i tuoi sogni a memoria
Si affaccia a guardarti il tramonto quando esci la sera
e ti si vede annaffiare con cura gli amori di ieri...
...gli amori di ieri...
Luca Barbarossa
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 23:31 Archiviato in canzoni - Leggi commenti
 Come mi sento?
lunedì, 05 maggio 2008
Non lo so!
Mi sento innamorata a ogni soffio di vento,
ma il vento sopisce in fretta
e resto sempre sola.
Mi sento il cuore in festa in un momento,
ma gli invitati vanno via presto
e io sempre qui resto.
Sento che ho sogni da dare,
ma non certezze da offrire
e nemmeno ne han per me.
Eppure non mi posso rassegnare
che qualcuno d'amare
sia qui anche per me.
Come mi sento?
Non lo so!
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 19:58 Archiviato in pensieri - Leggi commenti
 Hemm...
lunedì, 21 aprile 2008
Ero passata giusto per raccontare l'ultimo sogno della saga "Cosa si fuma Marina prima di dormire?"
La risposta è sempre: Nulla, è tutta farina del suo sacco... <.<
Quando mi cade l'occhio sulla Referrer List.. Lucy lo so che tu vieni trovata grazie a ricerche molto più assurde, però... diamine:
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Ecco... io... insomma... sono single, ma non così disperata da mettere annunci su google eh! ù__ù
Ma dico!
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Questo mi preoccupa un filino di più, anche perchè subito che tanti associno il mio Pantuffo al Pantoufle il canguro immaginario di Chocolate per cui penso si sia cercato il MIO Pantuffo.
Chi è stato?
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Ecco...>.<
Ah... già il sogno... beh... ero davanti la fermata della metro B Policlinico e insieme a milioni di persone vestiti da piloti di formula1 (me compresa e mia madre e mio fratello... che però non aveva il casco lui, mah) attendevo l'arrivo di "alieni" o comunque cattivoni, vestiti come noi e armati, come noi di pistole ad acqua.
Io ne avevo una davvero miserina miserina... e lo facevo ben notare a mio fratello che però placido mi risponde "Tranquilla, è solo un errore del computer" O.o
Beh... st'errore era bello grosso e ci veniva addosso... il resto non lo so, ma penso ci sia abbastanza per un buon psicologo.
Ciaooooo Spiuuuni
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 20:17 Archiviato in sogni o incubi, referrer list - Leggi commenti (1)
 Io, l'Incoerenza!
martedì, 15 aprile 2008
A volte proprio non mi capisco, poi mi lamento degli altri che non capiscono me.
Basta un piccolo raggio di sole... ma che dico di sole, basta il riflesso o il vago sentore di sole dietro le nubi e zac... rieccomi su di giri, impaziente, insofferente, con la smania di vivere, di saltare, amare, fare follie sopra l'altra me che fino a un attimo fa era a seduta a terra, al buio, a leccarsi le ferite.
Possibile che basti davvero così poco?
E poi non so regolarmi, non ho il senso della misura.
Insomma controllati, Marina!
Uff... e perchè mi complico sempre la vita da sola?
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 20:51 Archiviato in pensieri - Leggi commenti (2)
 Sempre di domenica....
domenica, 13 aprile 2008
Sogno effimero,
scivoli dagli occhi, giù,
solcando, tra le guance,
percorsi dolorosi e vivi.
Ti ho tra le mani,
come un cuore pulsante,
livido e freddo però,
ti armi di silenzi stanchi.
Fremi nelle ossa e nelle vene,
capriccio percosso,
un sentimento al rovescio.
Un continuo pulsare dell'anima,
sei, questo sei e non te ne vai.
Scavo con le unghie la pelle
fino ad arrivare a te,
vorrei strapparti, fare brandelli
e poi cucirti come piace a me.
Avrei la forza di starti a sentire
se il tempo non urlasse già
irritato con me.
Avrei il coraggio di farti impazzire
e forse ti lasciarei morire
tra le pieghe di un giorno,
uno come tanti, tra mille rimpianti
e bicchiere vuoto da mandare giù.
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 19:02 Archiviato in pensieri - Leggi commenti
 Un fiume!
Ho passato metà del mio sabato sera ad asciugare il lago sul mio pavimento, generato dal tubo del lavabo che s'è staccato mentre lavavo i piatti. Che gioia!
E che scema... visto che che i gatti facevano "pat pat" per terra miagolandomi in mille modi di chiudere l'acqua e io non mi voltavo neanche.
Persa nei miei soliti deliri mentali, lavavo parlando da sola a quello o a quell'altro, un colloquio immaginario con il mio cervello, insomma. Niente di particolare, roba da tutti i giorni... E l'acqua è arrivata al pianerottolo e i mici depressi si strizzavano la coda. Ma io lavavo! Ho lavato così tanto i piatti, che ora sul pavimento ci posso mangiare.
I i miei pensieri invece restano aggrappati come le peggiori incrostazioni.
Quante cose volevo...
... e ora ho il pavimento zuppo!
Che gioia!
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 01:09 Archiviato in - Leggi commenti (1)
 Notte di Stelle - E. Ruggeri
domenica, 06 aprile 2008
Mi hanno detto che vivi da sola
e che spesso racconti di me.
Certi libri di scuola li tieni con te.
Come mai?
Troppo grande il tuo monolocale,
troppo vecchio il vestito che hai.
C'è una vita normale ma tu non la vuoi.
Come mai?
Non potrai liberarti di noi,
cancellare un ricordo.
Nella gente che vive con te
stai cercando qualcosa di me.
E la notte ti accorgi che scivoli via,
malgrado il silenzio c'è un canto che va;
c'è un' immagine assente che molto ti dà
e non verrà.
E' il sapore preciso che adesso non hai,
rimane un sorriso che conserverai.
E se dentro al tuo sogno c'è posto per me,
torno da te.
Era l'alba e ho sentito una voce:
un respiro lontano, un perché.
Come fosse una mano già in cerca di me.
Eri tu?
Più vicini e feriti che mai,
non è solo un ricordo.
Nella vita che scorre con me,
sto aspettando qualcosa da te.
Questa notte è un messaggio che libero va,
che prende coraggio e sorvola città.
E' una notte di stelle che guardano noi.
Quante ne vuoi?
E' la notte che accende la luce così,
la notte sorprende chi disse di sì.
E' una notte di stelle che guardano noi.
Quante ne vuoi?
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 13:53 Archiviato in canzoni - Leggi commenti (1)
 Il tempo dell'abbandono
sabato, 05 aprile 2008
E’ l’alba, la collina è verde in questo periodo dell’anno. Da poco la neve ha smesso d’imbiancarla, il freddo pian, piano, svanisce e cominciano a vedersene i frutti. Fiori dai mille colori e tutto ciò che di loro si nutre la terra, so che fra poco orneranno la mia dimora e profumi di primavera invaderanno gli olfatti di cani, gatti e persone, tutti intenti ad accappararsene benefici.
Io li guarderò passare, incuranti della mia finestra e del buio al suo interno, incuranti del rumore dei petali schiacciati sotto ai loro passi, incuranti di me.
Un tempo ero come loro. Della collina non è mi è mai importato. La guardavo da basso e sorridevo, sembrava così lontano il tempo dell..abbandono. Eppure il tempo è volato.
Disprezzavo il comune modo di amare, i pianti delle bambine, i loro stupidi amori di carta e zucchero, eppure ora che darei per il suo abbraccio, così lontano, tiepido raggio di sole, sarebbe, adesso.
"Adesso" è una misura imprecisa. Non so dove sia il tempo, nè cosa sia. Nelle lunghe giornate di novembre si diventa un tutt'uno con la notte. La nebbia scende a ricoprire tutto ed è difficile distinguere i contorni. Potrei perfino dimenticarmi di me, in quei giorni.
Ma nei giorni di Primavera non posso dimenticare. Affiorano ricordi come boccioli carichi di brina. Potessi piangere, piangerei.
Invece, mi siedo tra le radici del mio salice, piange lui per me.
Se solo si fermassero, se solo si sedessero e mi chiedessero.
Io racconterei le mattine di Aprile a cercare margherite e il mio piccolo cane che mi correva dietro, con quel suo musetto strano, sembrava ridere di ogni cosa. E racconterei le sere di maggio, con il giacchino di maglina a coprirmi le spalle e i capelli che ondeggiavano al vento, mentre guardavo il sole morire all’orizzonte del mio futuro, così incerto.
Racconterei le spighe di giugno e il raccoglierle e tirarle sulla schiena della mia amica Lili che rideva e diceva "quanti figli avrò?" e io lì a contare quei semini attaccati alla sua maglia rosa lavorata a uncino, che erano sempre troppi o troppo pochi.
Racconterei le notti di luglio tra le sue braccia, dimenticarsi dell’afa e sentire solo i battiti dei nostri cuori, quella musica all..unisono, quei sospiri sussurrati.
E racconterei il fiume in agosto, quei sassolini bianchi tirati a pelo d’acqua e le ondine in circolo che piano si allontanano dal centro.
Di settembre racconterei i colori, il mio salice che canta l..amarezza, ad ascoltarlo bene verrebbe da piangere con lui, ma a settembre si tinge di contorni ambrati e i cortili sembrano tutti uguali.
Di ottobre non racconterei, ma molto si capirebbe dal tremore della voce, come vento che sibila tra le imposte. Novembre invece lo cancellerei e freddo e buio nasconderei come la rabbia di dicembre e un albero che va a fuoco all'orizzonte.
Gennaio portò la pace e la neve di nuovo prese a circondare le sponde, la vecchiaia sarebbe stata un dolce imbiancare.
Di febbraio ricordo poco e marzo era solo attesa, ma questo e molto ancora racconterei. Di stagioni in stagioni, di anni in anni, se non fosse che gli anni son stati così pochi, scivolati via, come gocce fra i rami.
Io non sapevo, non immaginavo, era così lontano, ai miei occhi, il tempo dell’abbandono.
Ma la collina aveva un suo richiamo, io lo ignoravo e ancora ridevo, eppure lo so, lo sentivo.
E scese il buio a coprirmi gli occhi, mentre l’albero crollava sulla neve, ormai cenere, su cenere. Io caddi così, come lui, all..improvviso. Il mio salice pianse, pianse con me.
Era così lontano il tempo dell..abbandono mentre invece danzava con me.
Quando vidi la mia dimora sulla collina, c'era ancora la neve a coprire la nuda pietra.
Se potessi ora raccontare la mancanza, a voi che lamentate ogni più piccola e insignificante assenza, vi racconterei il dolore delle mie ossa prive del morbido conforto di un abbraccio. Racconterei com..è difficile resistere alla voglia di baciare le sue labbra, che invecchiano piano e non sanno di me. Racconterei l’esilio in questa collina, per non vedere e non morire ancora, di giorno in giorno, tra le rughe del suo sorriso, così lontano, dal tempo dell'abbandono, così lontano dal tempo del rincontro.
Racconterei come è stato facile morire, in quell’incendio e come il fuoco bruciasse più i pensieri che il petto e racconterei, infine, questa non vita di spettro, seduta sotto un salice, sulla mia tomba a guardarli ridere dei giorni che corrono veloci.
Ma loro passano e non si accorgono di me, loro non guardano la collina e se la guardano loro pensano che sia lontano, troppo lontano, il tempo dell’abbandono.
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 11:00 Archiviato in racconti - Leggi commenti (1)
 ...L'Attesa...
lunedì, 24 marzo 2008
Raggomitolata, come un Gatto,
attendo nell'angolo caldo della casa.
E mi lascio morire a poco, a poco,
certa di aver solo immaginato,
questo triste stato di lento abbandono.
E muoio un po'...
mentre il vento spazza via le nubi,
mentre il sole rischiara all'orizzonte,
mentre sola attraverso il giorno.
E il giorno, è così lento,
quando hai perduto.
Le ore, così fragili,
quando attendi qualcosa
che mai arriverà e che forse non sa,
non sa, che sei là.
Più su - Anna Oxa
Forse questa tua vita un po' distratta
ti rende l'anima rifatta
e non mi ascolti quasi più, guarda,
che quel tuo amico ti ha fregato
mentre cercavi chissà cosa,
in qualche angolo del mondo.
Ogni tua notte è un imprevisto,
sempre nei vicoli a cercare,
mentre tua madre sta spiando
un tuo sorriso per sperare.
Su, stai su, più su
fammi vedere un altro uomo
che non ha dubbi, solo certezze,
che sa piegare la vita.
Su, più su, più su
devi imparare a guardare,
con i tuoi occhi,
i tuoi vent'anni adesso, adesso.
Case che si dipingono da sole
con i colori della sera
che tu potresti ritrovare,
ma non ti viene da pensare
che ti piaceva far l'amore,
fare progetti sul futuro.
No, questa vita non è un muro
che non ti fa vedere il mare,
è un aquilone senza vento
che sta aspettando di volare.
Su, più su, più su
fammi vedere un altro uomo,
che non ha dubbi, non ha incertezze.
Che sa piegare la vita!
Su più su, più su
devi imparare a guardare,
con i tuoi occhi
i tuoi vent'anni, adesso, adesso.
Su, più su, più su
e non farmi aspettare,
se puoi rispondimi presto...
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 12:38 Archiviato in pensieri, canzoni - Leggi commenti
 Tra facciate e ammaccamenti!
domenica, 02 marzo 2008
La stanchezza è un peso che condivido con me stessa, tra animo e corpo. Forse oggi sono solo un po' più stanca del solito. Chiudo un po' di contatti, per un po'... ho voglia di leggerezza, ho voglia di far pace con me stessa.
E una canzone non basta, ma aiuta.
La facciata - Renato Zero
È scrostata un po'
Da stagioni e venti
Ammaccata per i sentimenti…
Gli eventi…
Un amico va,
Qualcun altro torna…
Chi credevi onesto è una carogna!
Questa facciata
Nasconde una vita,
Ma più di tanto,
Ingannarti non può…
Puoi fare il punto
Di quello che è stato,
Il sole ha già bruciato e
La pioggia che è passata su di te…
Signore si, davvero un signore,
E più è potente, più infido è.
Quanti segreti
Fra quattro pareti.
Signore, io non ci giurerei!
L’esterno tiene, si,
Basterà un sorriso
E una mano di colore
Più acceso…
Sul viso!
Ma non sai
Le coordinate della vita mia,
Per ogni storia andata in gloria e via,
Perché ogni ruga
Ha un nome
Ch’io soltanto so
E a stento nascondo…
Che ne sai
Se quel che appare è quel che credi tu
O non piuttosto un bel sipario blu.
Con dietro un uomo che non ha smaltito
Le vecchie ferite…
Le antiche offese …Ma Si!
Le sento qui!
E la facciate
Che vuole la gente,
Quella che il mondo
Pretende da te…
Ma basta un niente,
E l’intonaco cede…
E dietro la facciata, che c’è ?!
Non lo sai,
Treni perduti o non partiti mai,
Fantasmi di un’infanzia che vorrei
Dimenticare ad ogni costo ma poi
Il tempo non basta…
Non lo sai
Che mai c’è dietro e chi nasconderai!
Vecchie passioni
Stanche ipocrisie
Coscienze logore
Nel fingersi così
Così immacolate
Un Pensiero Contorto di AstridPurple scritto alle 11:35 Archiviato in pensieri, canzoni - Leggi commenti (1)

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